
Il tuo menù per la pausa pranzo, per essere equilibrato, deve rispondere a diverse esigenze: -praticità,
-varietà,
-qualità nutrizionale,
-appeal per la clientela.
Perché tutto sia efficace, è necessario anche inserire una quota significativa di ricette della tradizione regionale italiana, che idealmente dovrebbero costituire almeno il 40% del menù.
Quali piatti della tradizione inserire?
Per mantenere equilibrio e varietà, la quota può essere suddivisa così:
-15% primi piatti (es. orecchiette alle cime di rapa, risotto alla milanese, pasta alla norma)
-15% secondi piatti (es. vitello tonnato, pollo alla cacciatora, baccalà in umido)
-10% proposte street food e rapide (es. panino con porchetta, focaccia genovese, arancini siciliani)
Perché puntare proprio sulle ricette della tradizione regionale?
-Valorizzi le eccellenze del territorio, offrendo ai clienti sapori familiari e rassicuranti, capaci di evocare ricordi e sensazioni positive.
-Comunichi un’attenzione particolare agli ingredienti e alla lavorazione, contribuendo a elevare la percezione del locale.
-Attrai non solo la clientela abituale, ma anche turisti alla ricerca di esperienze autentiche. Per un bar situato in un’area turistica o in una città con un forte richiamo culturale, questa strategia può rappresentare un valore aggiunto determinante.
Le ricette della tradizione sono spesso basate su ingredienti stagionali e a km 0: facendone largo uso migliori la qualità e il sapore dei piatti, ma ottimizzi anche i costi di approvvigionamento e ridurre gli sprechi.
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